Problemi di pelle secca? Rimedia con la cold cream fai da te

Era lo spignatto che mi spaventava di più.
La cold cream: una crema fai da te molto grassa, con una consistenza quasi simile ad un burro cacao, ma spalmabile.Vabbè, spaventare è troppo dire! Non mi spavento facilmente quando devo fare i miei pastrocchi, però, detto fra noi, pensavo che la cold cream fosse uno spignatto un po’ inutile: che te ne fai di un unguento se puoi già usare un olio o una semplice crema corpo per sopperire alle stesse esigenze?

E invece… ecco un altro esperimento di cosmesi fa da te!

Ad un certo punto,  mi è finito il burro di karitè che mettevo su ginocchia, gomiti e talloni ed ho iniziato a riflettere sul fatto che continuare a spalmare i miei piedi di burro di karitè non è una cosa molto furba, dal punto di vista economico.

E così ho iniziato a collezionare ricette di cold cream e testimonianze di ragazze a cui l’unguento si era separato subito o dopo un giorno o due e, al posto di scoraggiarmi, mi sono procurata questa utilissima cera d’api grazie all’ordine polacco e…

Teoria della cold cream

La ricetta base della cold cream è costituita da questi tre elementi, nelle percentuali indicate:

60% di olii
20 % di cera
20 % di acqua

Come acqua nella ricetta storica si utilizza l’acqua di rose, ma va bene un’acqua qualsiasi, possibilmente distillata o con residuo fisso minimo.

Per ottenere una cascata di grassi decente, quando si mischiano gli olii, bisogna far attenzione a alle densità di ciascun olio e alle mutue percentuali.

Un esempio di cascata di grassi decente in una cold cream potrebbe essere quella individuata con le seguenti percentuali:

30% olio leggero
20% olio medio
10% olio pesante
20% cera
20% acqua

=>Aggiornamento a posteriori: pare non abbia molto senso preoccuparsi della cascata di grassi in una cold cream. Meglio così ; )

Nel caso in cui non si abbia la possibilità di aggiungere il conservante, l’unguento va tenuto in frigo.
In questa eventualità la ricetta va modificata abbassando drasticamente la quantità di cera.

La ricetta per la realizzazione di 85 gr. di crema da tenere in frigo è la seguente:

60% di olii
5 % di cera
20 % di acqua

Una volta compresa la teoria, ovviamente, ci si può sbizzarrire come meglio si crede, variando i tipi di olio a seconda delle proprie passioni e necessità ( o a seconda di quello che abbiamo in casa, eh!!!) e i gusti della fase acquosa, aggiungendo olii essenziali o essenze a piacere.

Anche questa, proprio come la crema alla lecitina, è uno spignatto molto semplice che può fare anche chi non ha in casa una grande varietà di materie prime e chi ancora non se la sente di affrontare un ordine a distanza dai siti specializzati.

Se hai intenzione di farla anche tu, ti consiglio vivamente di consultare il video di Carlita che ha fatto da guida anche a me.

Ed ora: ecco la ricetta del mio esperimento : ).

Cold cream al tè verde, chiodi di garofano e Ylang Ylang

olio di riso 15
olio di cocco 20
olio di babassu 10
cera d’api 20

infuso di tè verde 20

oleolito di chiodi di garofano 15
O.E. ylang ylang 7 gtt
conservante DHA BA 18 gtt.

 

=>Aggiornamento a posteriori: il tè verde si ossida con una velocità impressionante è quindi assolutamente sconsigliato usarlo come base per una crema che, si presume, debba durare almeno uno o due mesi.

Questa volta non si tratta di una classica emulsione “olio in acqua” come per la ricetta della crema corpo fai da te alla lecitina che abbiamo visto tempo fa, ma di un’emulsione “acqua in olio”.

Il procedimento è il seguente:

Si scaldano insieme gli olii leggeri e la cera a bagnomaria fino a quando la cera non è completamente sciolta. Si spegne il gas e si aspetta che la temperatura della mistura arrivi a meno di 65°. A questo punto è possibile aggiungere i burri.

A parte si scalda anche la fase acquosa.
Quando anche i burri sono completamente sciolti si inizia ad aggiungere la fase acquosa nella fase oleosa a filo e contemporaneamente si inizia a frullare.

Nella preparazione della cold cream è molto importante continuare a frullare tutto il tempo, fino a quando la crema non diventa abbastanza fredda. Se non abbiamo abbastanza pazienza in questa fase, il nostro unguento rischierà di separarsi.

Devo dire che il risultato dell’esperimento è stato ottimo.
Ho spignattato la cremina a metà luglio e finora, dopo ben 3 mesi, l’unguento è ancora intatto e devo dire che non l’ho tenuto in frigo nemmeno durante i periodi più afosi di luglio ed agosto.

L’effetto sulla pelle è ottimo, i talloni sono molto meno secchi anche se la mia applicazione (come al solito) non è stata costante.

Avendo la pelle del corpo tendenzialmente secca, a volte ho usato questa crema anche per le gambe al posto dell’olio dopo la doccia con ottimi risultati e anche il naso screpolato ha avuto modo di giovarne.

Se l’hai fatta o hai intenzione di farla, mi raccomando, fammi sapere.

Come? Lasciami un commento qui sotto, per esempio. Oppure… scrivimi ; ).

19 pensieri riguardo “Problemi di pelle secca? Rimedia con la cold cream fai da te

  • 15 ottobre 2011 in 21:59
    Permalink

    che proprieta ha l'oleolito di chiodi di garofano? va usato 10%della spezia nel olio per 40 giorni?grazie
    ps.io ho fatto l'anno scorso con macerato glicolico di karkade(comprato a supermercato-in bustine)

    Risposta
  • 16 ottobre 2011 in 8:23
    Permalink

    Ciao Silva,
    l'oleolito di chiodi di garofano ha proprietà antisettiche e riattiva la circolazione.
    Io veramente l'ho fatto un po' forte, immergendo i chiodi di garofano in olio di oliva raffinato (e desodorizzato) "Monini" solo fino a coprirli tutti, ma in realtà si può mettere molto olio in più ed ora lo uso diluito.
    Dopo 40 giorni i chiodi di garofano erano ancora profumatissimi, quindi ho provato a fare un oleolito di… seconda scelta, ma l'esperimento non è andato a buon fine: questa volta si è irrancidito ed ho buttato tutto : ).
    Oleolito di karkadè? Non avevo mai pensato a farlo, ottimo! Per che cosa lo usi?
    Spesso mi capita che me ne regalino delle bustone provenienti direttamente dall'Egitto, ma non ho mai pensato ad usarne un po' per fare oleoliti… La prossima volta approfitto! Grazie dello spunto.
    A presto : )
    k.

    Risposta
  • 16 ottobre 2011 in 8:57
    Permalink

    L'oleolito ai chiodi di garofano usato in piccole percentuali è anche adattissimo per frizionare il cuoio capelluto, specialmente se si soffre di prurito e di caduta di capelli. Riattivando la circolazione e disinfettando la cute agisce in profondità, oltretutto è anche un analgesico naturale e potente!
    Invece adoro il Karkadè per il bellissimo colore, che talvolta nelle creme le rende gradevolissime alla vista.
    Buona domenica
    Lalla

    Risposta
  • 17 ottobre 2011 in 10:53
    Permalink

    ciao cara! ma sai che ero tentata di farne una per le parti secche del viso? tempo fa ho postato una cold cream per mani, se ti fa piacere fai un salto a trovarmi 🙂 comunque secondo te se ci metto del conservante dentro nella fase acquosa? teoricamente dovrebbe fare il suo lavoro evitando di doverla tenere in frigo.. fammi sapere la tua! ciao

    Risposta
  • 18 ottobre 2011 in 12:41
    Permalink

    @Grazie Lalla per il contributo: ottima la dritta dell'oleolito ai chiodi di garofano come riattivante perla circolazione anche sul cuoio capelluto oltre che sul corpo: da provare!

    @Macaone, ho consultato ieri sera la tua ottima ricetta, spendendo spunto ; )
    Per quanto riguarda il conservante, il lo metto alla fine a freddo insieme agli olii essenziali.
    L'altro ieri sera ho provato a fare una nuova cold cream per le mie amiche ed ho messo il conservante nell'acqua calda, prima di iniziare l'emulsione. Penso che vada bene in entrambi i modi : ) Però te lo saprò dire meglio tra circa tre mesi, se anche questa cold cream risulterà ancora conservata alla perfezione ; ). A presto <3

    Risposta
  • 22 ottobre 2011 in 18:52
    Permalink

    Ho paura che il conservante in acqua calda non funzioni molto in quanto è termolabile, quindi va aggiunto a freddo al termine della preparazione, quando la crema non è più calda ma è ancora molto morbida per essere mescolata insieme al conservante. In ogni caso una crema semplice come questa non ha bisogno di grandi conservanti perchè vi è una percentuale alta di oli e cera. L'importante è non esagerare nella preparazione:bastano dei barattolini da 30 gr che finiscono in fretta e non hanno bisogno di esser conservati neanche in frigorifero.

    Risposta
  • 24 ottobre 2011 in 10:46
    Permalink

    Beh, per esempio se sei pigra (come me!!) o quando fai le creme per le amiche non puoi fare una crema che non dura manco un mese ; ).

    L'acqua era tiepida… speriamo che il conservante funzioni, sennò povera me e povere pure le amiche, ehheheh!!!

    Risposta
  • 25 ottobre 2011 in 12:49
    Permalink

    Ciao a tutte,non sono una grande esperta di creme come piacerebbe a me ma nel gruppo che seguo ne ho parlato proprio ieri di emulsionanti e conservanti,c'è comunque un conservante che credo sia standard,o magari mi sbaglio eh,che si fa con potassio e sodio che serve da conservante nelle creme… Attenzione sempre al ph.. Adesso ne proverò fare una anch'io e certo la vostra cold cream me gusta.. Ma chiedo sono solo oli o posso mettere anche qualche burro??
    Grazie,Cristina.. ciao Khadi..

    Risposta
  • 26 ottobre 2011 in 8:26
    Permalink

    Certo Cri, nella mia crema ho messo olio di cocco e olio di babassu al post del burro di karitè perchè in quel momento non ne avevo, ma questi sono olii che sotto i 20/25° diventano burri ; ).

    Quando fai la tua prima cold crema fammi sapere…

    E aspetto un tuo post da pubblicare qui in cui ci spieghi per bene come si fa il sapone ; )

    Grazie, a presto.
    k.

    Risposta
  • 3 novembre 2011 in 20:59
    Permalink

    Buonasera a tutte… allora ho provato a fare una cremina mani,dato che il mio compagno mi ha detto "basta co sti saponi,dove pensi di metterli?" io non ho risposto che abbiamo una casa SUFFICIENTEMENTE GRANDE per tutti noi,saponi compresi,mi sono limitata a dirgli se voleva dell'altro e lui perchè non una crema mani??? E mi sono illuminata… certo! così sono corsa a prendere le mie materie ed a pensare come farla.. allora è venuta troooppo dura ma super-idratante,messa sulla pelle umida è un portento!
    Allora..

    30gr di burro di karitè
    30gr di burro di albicocca
    20gr di cera (un'esagerazioneeee!bastavano un quinto oppure anche no)
    10gr di olio di lino
    5gr di oleolito di iperico
    5gr di oleolito di calendula

    Togliendo gran parte di cera secondo me il resto va bene.. che ne pensate???
    Cristina.

    Risposta
  • 3 novembre 2011 in 21:04
    Permalink

    Aspè ho sbagliato..
    10gr olio di RISO no lino
    Cristina.

    Risposta
  • 8 novembre 2011 in 12:47
    Permalink

    Cri, scusami per la lunga assenza…
    Ti rispondo solo adesso e ti dico che… ne penso molto bene, cosa vuoi che ti dica?
    Hai fatto un ottimo unguento.. chiaramente per la quantità di cera da usare devi anche considerare la stagione e il fatto che la tua non è una cold cream, cioè, non avendo messo acqua, hai bisogno di meno cera per addensare.
    Facendo il tuo stesso ragionamento anch'io la settimana scorsa ho fatto un unguento con poca cera, 10 gr per 100 gr di prodotto e con questo esperimento è venuta troppo liquida.
    La cosa bella è che ne ho fatta un po' per me e un po' per alcune mie amiche e siccome a casa mia ci sono circa 19 gradi e a casa delle mie amiche siamo sui 22 perchè abitano in condomini superriscaldati, penso che loro avranno in sostanza un unguento liquido, nonostante la cera e la presenza di burri, mentre il mio a 19° è della consistenza giusta… Insomma… nel fai da te è.. tutto relativo ; )
    L'ideale per questo tipo di unguento penso che sia dai 15 gr di cera ai 17 come ha fatto Lalla qui:
    http://impatiens-magicanatura.blogspot.com/2011/10/olio-balsamico-eco-bio.html

    Risposta
  • 8 novembre 2011 in 13:57
    Permalink

    Ti dirò,dopo una settimana che la uso la trovo divina… non perchè l'ho fatta io ma avendo le mani secche anche per via del lavoro,stesa sulle mani un pò umide si assorbe benissimo ed unge poco;è tipo una crema da massaggio post doccia che avevo preso anni fa da Lush,ma la mia è più eco/bio!Capito????
    Adesso ho preso un libro in biblioteca su come fare le candele!la mia creatività non ha limiti ahahah…
    Salute a tutte..
    Cristina..

    Risposta
  • 9 novembre 2011 in 13:23
    Permalink

    Studia bene, mi raccomando!!
    E, appena ti senti pronta invitatissima a scrivere un post per Sonobio su "come fare le candele"…
    Se nel frattempo ci vuoi spiegare qualcosa sui saponi… io sono tutta orecchie!!!
    : )))
    (E penso anche tutte le altre lettrici !!)

    Risposta
  • 9 novembre 2011 in 17:03
    Permalink

    Mamma mia Khadi è un invito a nozze… XD
    Cristina… ma appena ho tempo te lo scrivo in privè..

    Risposta
  • 26 ottobre 2012 in 10:02
    Permalink

    mi piace proverò questa o l'altra più leggera a seconda di cosa ho in casa…

    Risposta
  • 31 ottobre 2012 in 8:29
    Permalink

    Angela, se non hai mai fatto una cold cream ti conviene iniziare con questa che regge con più facilità. Usa gli oli che hai in casa, non farti problemi… intanto prova!! E mi raccomando fammi sapere!!!

    Risposta
  • 20 gennaio 2013 in 14:33
    Permalink

    cavolo è molto inateressante sta ricetta……. domanda, ma visto che i chiodi di garofano stimolano la circolazione per chi ha la couperose sono consigliati????? grazie

    Risposta
  • Pingback: Cold cream light: crema delicata fai da te per pelli secche – SonoBio… a modo mio

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