Cosmetici «naturali»: come riconoscerli

SonoBio.com, il tuo blog preferito sulla comesi naturale, è  comparso ieri su Cervelliamo.

Leggi subito la presentazione e divertiti : ).

Ti trovi davanti allo scaffale del supermercato ed hai di fronte a te una marea di prodotti cosmetici tra cui scegliere.
Devi acquistare una crema. Su una confezione c’è scritto che si tratta di una crema completamente naturale e “senza parabeni”, l’altra è una crema tradizionale.
Tu quale scegli?

A fronte di una domanda sempre più corposa, la maggior parte delle case cosmetiche da un po’ di tempo a questa parte ha iniziato a proporre prodotti che vengono dichiarati più “a basso impatto”. Nella confezione vengono riportate parole come “prodotto naturale” o “prodotto bio”, si modifica la grafica, si pone attenzione alla realizzazione di una campagna pubblicitaria in cui vengono sottolineati l’importanza del rispetto della natura e il benessere del proprio corpo.

 

Ma hai mai provato a leggere l’etichetta del tuo shampoo preferito agli “estratti naturali” o della tua crema “di lusso” con timbro verde per cercare di capire cosa c’è dentro?

 

Sono sicura di sì. Sono sicura che almeno una volta nella vita anche tu abbia ceduto alla tentazione di girare il flacone e vedere cosa c’è scritto dietro, così, giusto per curiosità.
E, a meno che tu non abbia già iniziato a documentarti seriamente e a “studiare”, non credo che quei geroglifici ti siano apparsi in qualche modo decifrabili.

 

L’etichetta dei prodotti cosmetici si chiama INCI, una sigla che è l’acronimo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients e che sta ad indicare l’elenco delle materie prime cosmetiche che compongono il prodotto, espresse attraverso una nomenclatura standard.
Le materie prime vegetali che non sono state trattate chimicamente vengono indicate attraverso il nome botanico in latino, mentre le materie che hanno subito una lavorazione chimica sono indicate con nomenclatura inglese.
La stesura di un’etichetta deve seguire un ordine che sta ad indicare in che percentuale quel determinato ingrediente è presente nel composto. L’ingrediente presente in quantità maggiore si troverà al primo posto, mentre quello presente in percentuale minima si troverà alla fine.

 

Purtroppo sapere tutte queste cose non ci basta per identificare la qualità di un prodotto e spesso l’analisi di un INCI rivela che non basta leggere sulla confezione parole come “naturale” e “bio” per essere sicuri di aver acquistato un prodotto davvero a “basso impatto”.

 

E allora che fare?

 

Il web ci viene incontro attraverso l’immenso lavoro fatto da Fabrizio Zago, chimico industriale e consulente Ecolabel, che ha redatto un biodizionario on line in cui ha classificato molte delle sostanze presente nelle etichette dei cosmetici dando loro una scala di valore basata su tre colori: verde, giallo e rosso. Il verde identifica ovviamente gli ingredienti a bassissimo impatto, perfettamente ecobio, il giallo indica i prodotti derivati da processi chimici ma non nocivi, il rosso sta ad indicare le materie prime da evitare assolutamente.

 

Chi è davvero interessato alla propria salute e al basso impatto non può limitarsi a comprare un prodotto cosmetico e pagarlo di più solo perché c’è scritto sopra che è naturale, ma deve come minimo leggersi l’etichetta e decifrarla, cercando di capire fino a che punto il prodotto che ci si spalma addosso in tutta fiducia sia davvero sicuro.

 

Se inizi subito a confrontare i prodotti che hai in bagno con la classificazione del biodizionario ne scoprirai delle belle. Prova subito! E’ molto divertente, vedrai.

Sì lo so, anche terrificante, ma prima o poi dobbiamo iniziare a svegliarci no?

Se vuoi saperne di più, segui il blog: www.sonobio.com e iscriviti subito alla mailinglist.

4 pensieri riguardo “Cosmetici «naturali»: come riconoscerli

  • 30 dicembre 2011 in 10:26
    Permalink

    Sai che il mio terzo post era proprio su questo? 🙂 Guarda, davvero è imbarazzante come riescano ad ingannare le persone con la parola "naturale"!! Nel post che sto per pubblicare oggi (ancora qualche ora, devo scattare foto :)) volevo raccontare della mia recente ricomparsa in erboristeria (dove mi reco solo per comprare l'argilla) perché ho voluto sottopormi ad un test con la crema mani al cioccolato de l'Occitane. Bene, questo marchio lo conosco molto bene perché so che lo devo evitare 😀 Di naturale non c'è proprio nulla e la cosa peggiore oltre al prezzo (20 euro per una crema mani!!!) è che come i prodotti di The Body Shop hanno tutti la stessa profumazione (uguale ugualissima e per il mio naso forte e nauseabonda) così la crema al cioccolato non sapeva nemmeno lontanamente di cioccolato 🙁 E prima del biodizionario anche l'Erbolario e Bottega Verde giravano per casa mia (e almeno in quanto a piacevolezza delle profumazioni erano un po' meglio). Ma ora che ho provato il meglio non posso più tornare ad utilizzare nulla che non sia eco-bio o autoprodotto (la crema alla lecitina – ho già provveduto agli ingredienti- la farò tra qualche giorno perché con la scusa dello scrubbino non ho bisogno di crema e andrebbe solo sprecata :)).
    In passato ho anche usato Clinique, Shiseido e compagnia bella ma ora ci sto alla larga…
    😉

    Risposta
  • 4 gennaio 2012 in 12:26
    Permalink

    beh, se volessimo rimettere i post in ordine sicuramente la prima cosa da fare sarebbe iniziare con il parlare di Inci.
    E poi… tutto il resto…

    ..ma questo blog è un blog disordinato. Da un po' sto cercando di fare ordine, eliminare tag, dividere gli argomenti per categoria… ma ogni tanto mi ritrovo che mi mancano i pezzi…

    pazienza : )))

    Risposta
  • 4 gennaio 2012 in 18:47
    Permalink

    Tutt'altro che disordinato mi pare il tuo blog (il mio invece ha qualcosa come "duecento" etichette e non c'è speranza riesca a sistemare!!!)
    Qui tutto è davvero molto ben organizzato
    😉

    Risposta

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