Cucina Etno-bio: shorba algerina all’italiana

Ramadan è alle porte. Il mese lunare che sta per arrivare è per i musulmani un mese speciale, di digiuno, preghiera, corano e concentrazione.

Nella tradizione araba è però ormai anche un mese di piatti tipici e sapori, spignatti culinari e pasticcieri.
E immancabile, sulla tavola serale a ramadan, è la zuppa tipica del posto. Quella algerina si chiama appunto “shorba” che in arabo sta ad indicare qualcosa di liquido, che si può bere: la zuppa, appunto.
Ogni paese (o meglio ogni zona di ogni paese e a – volte – addirittura ogni famiglia) ha la sua variante tipica.
La variante marocchina è più densa e si chiama harira, mentre quella tunisina è piccantissima e si chiama lablabi.

Il post etno-bio di oggi è dedicato alla shorba algerina e alla mia personale variante all’italiana. Seguimi!

Shorba algerina


Ingredienti:

– 2 cipolle tritate
– 1 cucchiaio di olio di oliva

– 250 gr spezzatino di montone, vitello o pollo
– 2 pomodori freschi pelati e tagliati a tocchetti
– sale fino e pepe nero q.b.

– 3 litri di acqua o anche più
– 2 carote
– 2 patate
– 2 zucchine

– 2 cucchiai di concentrato di pomodoro

– sale grosso q.b.
– 4/5 cucchiai di frick (grano spezzato)
– un mazzetto di coriandolo

Procedimento:

Dorare le cipolle tritate nell’olio, aggiungere sale fino e pepe nero quanto basta e poi aggiungere la carne e farla rosolare a fuoco basso. Aggiungere i pomodori freschi pelati e poi aggiungere l’acqua e, rispettando i tempi di cottura, inserire prima le carote a tocchetti, poi le patate, sempre a tocchetti e alla fine le zucchine.
Quando le verdure sono cotte, asportarle dal pentolone, passarle con il minipimer e poi reinserire la passata nel pentolone.
A questo punto è possibile aggiungere il sale grosso a seconda della quantità di shorba rimasta, inserire i cucchiai di frick e continuare a cuocere, mescolando, ancora per un quarto d’ora circa.
Questa zuppa non deve essere troppo densa, ma piuttosto liquida. Se alla fine vedi che l’acqua si è ritirata troppo, puoi sempre aggiungerne altra facendo ovviamente attenzione alla sapidità.

La shorba è pronta e si serve con sopra una spruzzata di coriandolo ed eventualmente, se ti piace, un po’ di succo di limone.

Nella mia personale versione all’italiana, per praticità, io divido la… ehm… fase carne dalla fase verdure, e riunisco le due fasi solo dopo aver passato le verdure con il minipimer.
Certo una soluzione molto più sbrigativa, ma anche – forse – meno saporita, anche se per me viene comunque un ottimo piatto davvero completo, molto utile per reintegrare i liquidi, i sali minerali e le proteine.

Nelle tavole imbandite algerine è il piatto con cui si inizia la cena. Seguono altre pietanze come bureck, tagin di carne e insalate varie. Per noi è spesso un piatto unico, a cui facciamo seguire generalmente solo la frutta.

Presso alcune famiglie arabe, durante ramadan, la shorba diviene un piatto immancabile, ritenuto necessario proprio per la sua completezza e la capacità di reintegrare attraverso un’unica pietanza quasi tutto ciò che è venuto a mancare durante la giornata di digiuno.

7 pensieri riguardo “Cucina Etno-bio: shorba algerina all’italiana

  • 19 luglio 2012 in 10:53
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    wooow!sembra proprio buonissima! me la devo ricordare appena le temperature scendono un pò, è da fare assolutamente!brava Khadi!! 🙂

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  • 21 luglio 2012 in 16:43
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    Io l'ho rifatta ieri sera e l'abbiamo mangiata tiepida ; )

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  • 21 luglio 2012 in 20:28
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    mi piacerebbe provarla ,ma sono vegetariana,esiste una versione senza carne?grazie

    Risposta
  • 21 luglio 2012 in 22:06
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    Ma certo, viene meno saporita ma io la faccio spesso anche senza carne… forse per il gusto algerino è un po' un'eresia, però invece secondo me è buona lo stesso.
    Fai dorare le cipolle e butti tutte le verdure dentro la pentola, frullata di minipimer alla fine e aggiunta di grano spezzettato, orzo bilbula o quello che trovi, purchè siano granuli sottilissimi ; ).

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  • 27 luglio 2013 in 11:12
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    Non mangio né carne nè pesce … non la posso fare….posta qualche ricetta veg! 🙂

    Risposta
  • 24 luglio 2014 in 21:28
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    Prova la versione qui sopra senza carne, è buona lo stesso ed è veg!
    Te la riporto di nuovo:

    "Fai dorare le cipolle e butti tutte le verdure dentro la pentola, frullata di minipimer alla fine e aggiunta di grano spezzettato, orzo bilbula o quello che trovi, purchè siano granuli sottilissimi ; ) ".

    Risposta
  • Pingback: Reportage culinario dal Marocco – SonoBio… a modo mio

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