Come formulare un detergente

Finora in questo blog non ho ancora spiegato come formulare un detergente.
E questo per un motivo ben preciso.
Ora però è arrivato il momento di affrontare il discorso, ovviamente per gradi.
Iniziamo.

Come è composto un detergente

Un detergente è composto da :
– un tensioattivo primario, che ha la funzione appunto primaria di “lavare”
– un tensioattivo secondario, che ha la funzione di mitigare il primo, cioè renderlo meno aggressivo
– altri tensioattivi che servono per la schiumosità, la densità, ecc.


I tensioattivi si distinguono in quattro classi:

Tensioattivi anionici : si tratti di tensioattivi ionici,
aventi un terminale con carica elettrica negativa. Sono i più utilizzati perchè hanno un elevato potere
schiumogeno-detergente ed emulsionante ed un basso costo.
Esempi: SLES e Sarcosinato.

Tensioattivi non ionici : detti anche secondari o migliorativi. Sono caratterizzati da una molecola senza cariche, ossia neutra.
Rispetto
ai primari (solfati) sono generalmente meno detergenti, viscosizzano
meno, sono più costosi ma sono tollerati meglio a livello cutaneo.
Vengono aggiunti ai primari quindi per rendere il detergente più
“eudermico”.
Esempi:  Lauryl Glucoside, Coco Glucoside, Decyl Glucoside.

Tensioattivi anfoteri (anfolitici) tensioattivi ionici con
elettrocarica positiva e negativa, in grado di comportarsi da cationici o
anionici a seconda del ph della soluzione.
Sono generalmente più
delicati e meglio tollerati degli anionici, migliorano le
caratteristiche schiumogene degli altri tensioattivi. In questa categoria troviamo le betaine.

Tensioattivi cationici : sono tensioattivi ionici con carica positiva. Quindi presentano caratteristiche opposte rispetto agli anionici. Non lavano e
non fanno schiuma. L’utilizzo più appropriato è quello “condizionante”.
Per tale motivo il loro impiego è limitato all’utilizzo in prodotti
cosmetici ad effetto condizionante e sostantivante come i balsami per
capelli; sono utili anche per eliminare l’elettrostaticità dei capelli
dopo la detergenza.

Per formulare un detergente ci interessano quindi solo le prime tre classi.

Come si formula un detergente

Per formulare un buon detergente dobbiamo tener conto quindi delle caratteristiche dei vari tensioattivi e sceglierli in base alle nostre necessità.

In linea di massima è buona norma abbinare un tensioattivo anionico (e quindi un solfato) con un anfotero (e quindi una betaina) ed eventualmente un tensioattivo non ionico per migliorare la tollerabilità del detergente sulla pelle.

La quantità di tensioattivo che dobbiamo inserire nella nostra formula va calcolata in base alla presenza di Sostanza Attiva Lavante in ognuno dei tensioattivi che usiamo.

Nei tensioattivi, infatti, la parte “lavante” effettiva non è sempre uguale.
Ogni produttore è tenuto a fornire il valore della Sostanza Attiva Lavante (SAL) presente nel tensioattivo.

In questo link puoi scaricare una tabella in cui verificare il valore di SAL presente nei tensioattivi più utilizzati.

Scarica la TABELLA DELLA SAL presente nei tensioattivi più utilizzati. Clicca qui.

Nota la SAL presente in ogni tensioattivo, possiamo calcolare quale sarà la SAL del detergente che stiamo formulando.

Per imparare a calcolare quella che viene chiamata SAL e cioè la Sostanza Attiva Lavante del nostro detergente, seguiamo il calcolo proposto dal forum “La natura è bellezza”, da cui abbiamo preso anche tutte le altre info e a cui ti rimando per approfondimenti.

 

Siamo quindi arrivati al punto.
Quale sarà la spesa che dovremo affrontare per una confezione da 250 ml di bagnoschiuma ecobio?

[  continua nella prossima puntata… : )))  ]

6 pensieri riguardo “Come formulare un detergente

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