Storia di una bioblogger a caso

Ci sono momenti della vita in cui è necessario fare un bilancio.
Normalmente non sono solita fare bilanci a fine/inizio anno, ma un po’ quando capita, quando per qualche motivo si è alle soglie di un cambiamento.
Beh, ecco…
Ci siamo: questo è uno di quei momenti.

E’ passato tanto tempo da quando ho aperto questo blog. Ho inziato con le idee confuse, senza una vera e propria direzione e senza sapere cosa fare “da grande”. Pur bloggando già da tantissimo tempo, non avevo ancora capito niente del web: è la verità.

Leggendo questa storia sono sicura che capirai perchè ho deciso di sostenere PrimoBIO, il progetto di Deborah, una vera BioBlogger che stimo molto, una BioBlogger con due B maiuscole…

Leggi tutto, mi raccomando, fino all’ultimo rigo!

Come è nato questo blog

La mia amica Ivana che abitava in Francia vendeva oli cosmetici. Studiava aromaterapia, proprietà delle piante e leggeva questi strani codici scritti sulle etichette dietro i flaconi del bagnoschiuma e dello shampoo, hai presente no?
A me piaceva questo mondo e mi piaceva soprattutto per 2 motivi:
1- c’erano troppi cosmetici che la mia pelle e i miei occhi non sopportavano,
2- amavo “fare a meno di…” e utilizzare direttamente oli cosmetici e idrolati al posto di creme già fatte mi sembrava un’ottima soluzione per iniziare questo cammino verso l’essenzialità.

Così mi è venuto in mente di lanciare la sua attività sul web.
“Perché no?” Ci siamo dette.

Gli errori da non fare

Dài, non metterti a ridere!
E’ che una quando non conosce un settore pensa che sia tutto facile e non si rende conto di come stiano le cose in realtà. Lanciare un’attività sul web è una professione come tutte le altre, non ti puoi improvvisare webmarketer iniziando a leggere tre informazioni da un blog, seguendo una newsletter e cdomprandoti una guida. Per diventare architetto ho studiato 10 anni, perchè uno dovrebbe diventare webmarketer in un mese?

Non credo di esagerare dicendo che abbiamo fatto quasi tutti gli errori possibili, tanto che potrei scriverci un libro: “101 errori da non fare assolutamente se vuoi aprire un ecommerce”. Sarebbe un successone, lo so, ma non ho nessuna intenzione di scriverlo…

Tra i vari errori c’è stato appunto quello di aprire questo spazio (che all’epoca era un blog amatoriale con dominio di terzo livello) a supporto dell’attività. Non si fa! Un ecommerce deve avere un sito dall’aspetto professionale e magari, sì, anche un blog integrato con il sito, ma rigorosamente con dominio di secondo livello (del tipo www.sonobio.com per intenderci e non www.sonobio.blogspot.com).

Ovviamente non siamo mai riuscite a lanciare l’attività sul web, un po’ per mancanza di badget e un po’ – soprattutto – per ignoranza (mia) riguardo alle dinamiche online, ai servizi e alle piattaforme di ecommerce: dovevo essere io infatti ad occuparmi del negozio online e della sua promozione.
Dopo due anni Ivana, presa da altri impegni, ha chiuso sia l’attività online che quella off-line.

Intanto – paradossalmente – questo blog non era più un blog promozionale e forse non lo era mai stato, perchè – diciamocelo – non ho la stoffa della blogger-promoter, tutto qui. Era invece un blog che cresceva in contenuti e soprattutto in attenzione ai contenuti e puntava molto più sulla cosmesi fai da te che sulla sponsorizzazione di prodotti, vivendo i tipici dilemmi del free blogging: devo davvero continuare?

Lavorare aggratis

Bloggare è un lavoro, un lavoro a tutti gli effetti, un lavoro come un altro.
Certo, è un lavoro part-time da casa e te lo gestisci quando vuoi, ma di fatto è un lavoro: passi mattinate, pomeriggi e nottate a scrivere e studiare o meglio a studiare e scrivere e, se davvero ci tieni, capita che posti il 50% di quello che scrivi e, come se ciò non bastasse, di tanto in tanto torni indietro a rileggere e correggere i tuoi vecchi post, quelli di quando eri una matricola e “non sapevi nemmeno che…”, ma se vuoi lavorare in modo etico lo fai, perchè è giusto così. Poi qualcosa ti sfugge, si sa… Non bastonarmi ! ; )

Ma bloggare è un lavoro che la maggior parte di noi bloggers fa gratis. Anzi, è un lavoro a perdere.
Sì sì sì, a perdere! Hai capito bene! Sicuro non saranno le 120 euro annuali o biennali di Adsense o le 50 euro una tantum che racimoli con le affiliazioni a ripagare i costi di internet, energia, dominio, e vita sedentaria, giusto?

E allora perché continuiamo a fare le bioblogger? Cosa ne ricaviamo alla fine?

Farcela con un blog non ha prezzo

La chiamano “passione”. Io invece li chiamo “progetti”.
Beh, il progetto iniziale alla fine era diventato quello di imparare, confrontarmi, darmi da fare e crescere. E’ esattamente quello che è successo in questi anni e ne sono orgogliosa!

I risultati ci sono e si vedono.
E me lo avete dimostrato con i fatti, facendo donazioni online per autarmi a pagare il dispendioso servizio che utilizzo per inviare mail automatizzate. Ci sono state ragazze che sono arrivate a donarmi fino a 30 euro!!! Davvero, è così!
Quando ho visto il conto paypal non potevo crederci! Datemi un pizzicotto, per favore! Ma è un sogno! E non è stata l’unica a dare contributi… tanto che ce la siamo cavata fino adesso egregiamente.

E quindi, ragazze… Grazie grazie grazie, a te che hai dato 30, a te che hai dato 15 e a te che hai dato uno. E grazie anche a te che mi hai scritto, incoraggiandomi e facendomi forza e a te che sei rimasta in silenzio, magari chiedendoti: “ma cosa sta succedendo… che vuole ‘sta qua, chi la conosce?” epperò hai continuato a leggermi e a seguire tutti gli aggiornamenti che ti mando. Grazie!

Adesso le buone regole del webmarketing vorrebbero che piazzassi il mio pulsante di donazione proprio qui sotto, sarebbe un boom e questo è matematico. Chi non lo cliccherebbe per contribuire anche con un solo euro, lo farei perfino io : D

Ma non lo faccio. Non metto nessun pulsante e nessuna pubblicità come “Gran finale”.
E invece ti chiedo solo un grande piacere personale: condividi questo post su tutti i tuoi social e spazi, mandalo per email alle tue amiche, diffondilo a più non posso…

Vorrei che questo fosse il mio lavoro, un lavoro che amo.
Aiutami a far conoscere il blog e i miei progetti.

Ciao, sono Khadi. Architetto per formazione e passione. Blogger dal 2003, bioblogger dal 2010.  Gestisco diversi magazine online e blog in cui scrivo di bio e sostenibilità, cosmesi fai da te, mondo arabo, islam e homeschooling. Ho scritto un manualetto che aiuta a comprendere l’Inci di un prodotto cosmetico con l’aiuto di un nuovo database francese da affiancare al biodizionario. Sto lavorando sul progetto di una guida pratica di cosmesi fai da te, risparmiosa e originale. Seguimi!

Condividi questo post su tutti i tuoi social e spazi, mandalo per email alle tue amiche,  diffondilo a più non posso… GRAZIE!!!

2 pensieri riguardo “Storia di una bioblogger a caso

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