Come si fa uno sciroppo (secondo la Farmacopea ufficiale)

Ci sono vari motivi per prepararsi uno sciroppo in casa, per esempio gustarlo, beneficiare della cura fitoterapica delle piante scelte, usarlo come colorante per dolci, budini e spignatti, utilizzarlo come base per detergenti o scrub, oppure ancora utilizzarlo come liquido vettore per somministrare un’altra sostanza.

Ma… come si fa uno sciroppo?

Fino a qualche giorno fa anch’io ero convinta che uno sciroppo si facesse molto semplicemente facendo sciogliere in un pentolino 50% di acqua + 50% di zucchero + una certa quantità della droga scelta. Poi ho scoperto che non è così.

La formula base da utilizzare sia per realizzare uno sciroppo che per una preparazione cosmetica a base di sciroppo è quindi la seguente:

acqua e/o altre sostanze (tensioattivi e/o attivi) a 100
zucchero/fruttosio o altra sostanza zuccherina 66,6

Nel caso di uno sciroppo a base di erbe, bucce o piante aggiungeremo le quantità di droghe che ci sembreranno consone.

Di seguito riporta una spiegazione molto chiara, presa da niente poco di meno che Wikipedia. Eccola!

Lo sciroppo è una soluzione formata da acqua e zucchero ed è caratterizzato da gusto dolce e viscosità elevata. Può contenere saccarosio ad una concentrazione di almeno il 45%.

La concentrazione prescritta dalla Farmacopea Italiana per lo sciroppo semplice è del 66,5% p/p (saccarosio 665g, acqua depurata 335 g). Le caratteristiche fisiche tipiche sono il peso specifico (1,32 a 20 °C) e la viscosità (201,5 mPa.s a 20 °C). Poiché la solubilità del saccarosio è di 2g in 1ml di acqua, la concentrazione dello sciroppo semplice corrisponde quasi (teorico g 67) a quella di una soluzione satura a temperatura ambiente. L’alta proporzione di zucchero conferisce anche stabilità allo sciroppo.

Lo sciroppo semplice è molto resistente alla crescita microbica a causa della scarsa quantità di acqua disponibile. Inoltre la pressione osmotica di questa soluzione è molto elevata e non adatta allo sviluppo di microrganismi. Lo sciroppo deve essere conservato evitando eccessivi sbalzi di temperatura che potrebbero innescare l’iniziale cristallizzazione dello zucchero. I primi cristalli, agendo da nucleo, possono infatti favorire la separazione di una marcata quantità di saccarosio, rendendo così lo sciroppo fortemente insaturo e quindi adatto alla crescita batterica.

Nel caso di riduzione della concentrazione di saccarosio per evitare la proliferazione di microrganismi si impiegano dei conservanti. Si possono aggiungere agli sciroppi l’acido benzoico o il benzoato di sodio, il para-idrossibenzoato di metile e di propile o loro miscele (7:3), l’acido sorbico o il sorbato di potassio in concentrazioni idonee (0,10 -0,15 per cento).

Preparazione dello sciroppo semplice

Portare ad ebollizione l’acqua depurata e, mantenendo la temperatura a 80-85 °C, sciogliervi il
saccarosio, agitando bene per disciogliere completamente lo zucchero.
Aggiungere la pianta. Mescolare per omogeneizzare e filtrare subito a caldo con laiuto di un colino o di una garza. Non scaldare troppo: lo zucchero non deve caramellare!

Per evitare l’ossidazione si possono aggiungere allo sciroppo alcune gocce di limone oppure un pizzico di acido citrico per uso alimentare.

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