Corso Autoproduzione Cosmetica BeautyBag – Spunti di riflessione dalla Prima Lezione

Grande entusiasmo ieri sera per la prima lezione del Corso di Autoproduzione Cosmetica di BeautyBag. L’accesso al webinar è stato facilissimo e la lezione è stata interessantissima e molto chiara, proprio nello stile di Barbara Righini, docente del corso e fondatrice di Saicosatispalmi, di cui già abbiamo avuto modo di parare nel post di presentazione del corso.

Si è trattato di una lezione di introduzione alla cosmesi naturale e alle sostanze che ci sono in commercio e sebbene il tema trattato fosse probabilmente in modo generico noto a molti dei partecipanti, il modo preciso e dettagliato con il quale Barbara ha affrontato l’argomento ha reso la questione delle sostanze presenti nei cosmetici in commercio davvero alla portata di tutti, facendo chiarezza sui criteri del metodo di classificazione del dott. Fabrizio Zago, noto come Biodizionario, evidenziando alcuni punti che troviamo spesso ignorati da alcune bloggers e youtubers che pure vi fanno direttamente o indirettamente continuo riferimento.

Barbara ha sottolineato come in questi ultimi anni i punti di informazione online si siano moltiplicati, però a questa diffusione del messaggio “ecobio” non corrispondono una maggiore chiarezza e una purezza di intenti e così al posto di sapere di più paradossalmente finamo col saperne ancora meno di prima!

Temi trattati nella lezione

Definizione di “Cosmetico” e Regolamento UE
Si è partiti dalla “definizione di cosmetico”
secondo l’attuale normativa (Regolamento della Comunità Europea 1223 del 2009),  per passare poi all’elenco delle informazioni che un azienda cosmetica è tenuta a dichiarare sulla confezione del cosmetico, per finire con l’argomento scottante e cioè  l’elenco degli ingredienti scritti secondo la nomenclatura INCI, passando da una nota molto interessante sui prodotti solari.

Nascita e definizione del termine “ecobio”
In seguito si è parlato della nascita del termine “ecobio”, all’interno del circuito legato al forum del dott. Zago Promiseland, e della sua definizione.
Nella lista degli ingredienti da evitare Barbara ha messo in evidenza alcune peculiarità che accomunano la sua visione e quella del dott. Zago, ma che potrebbero non incontrare la nostra, per esempio bisogna tener conto del fatto che Barbara è per sua stessa ammissione vegetariana e Fabrizio è vegano, quindi è normale che questo loro “credo” influenzi le scelte cosmetiche e incida non poco nel giudizio del singolo ingrediente.
Barbara ha quindi cercato di trasmettere quella che è la “sua” visione e cioè la visione “ecobio” – che la accomuna a Zago e a quelle persone che contribuirono in qualche modo a modellare e definire il concetto stesso di ecobio sin dalla nascita del termine – motivandone ogni sfumatura e avanzando le motivazioni tecniche ed etiche che sono dietro la classificazione seguita e dietro la scelta dei prodotti che decide di commercializzare.

Spunti di riflessione sui cosmetici ecobio

Quello che mi sembra doveroso sottolineare, guardandomi in giro e notando il proliferare di siti dedicati a recensioni di prodotti “ecobio”, in cui la recensione consiste nel copincollare la classificazione di Zago nel post senza nessun tipo di nota analitica o apporto critico, è che prendere il biodizionario come riferimento assoluto significa abbracciare implicitamente tutto il “credo” che è dietro al biodizionario. Per esempio è assurdo che chi mangia carne normalmente, si schifi a lavarsi con una saponetta contenente sodium tallowate o che chi possiede un motoscafo o uno yacht poi si faccia problemi per il milligrammo di EDTA contenuto nello shampo.
Il rischio, come sempre, è quello di banalizzare la questione e aderire al “movimento ecobio” in maniera acritica, come fosse una moda e di fatto mi sembra che in questi ultimi anni sia davvero un po’ questo ciò che sta diventando.
Proprio per questo, alcuni anni fa, al titolo di dominio di questo blog “SonoBio” volli aggiungere la precisazione “a modo mio”, perché è vero che alimentazione e cosmesi sane mi interessano, ma non mi interessa affatto aderire alle mode e portare avanti un messaggio che prima di tutto non è mio e seconda cosa non è condivisibile da tutti.
Quello che auspico è che chi legge ciò che scrivo sviluppi un senso critico individuale che porti a scelte consapevoli, personali e ponderate e non a scimmiottare modelli e stilemi di vita che poi in realtà non condivide.

Nello stesso tempo, proprio al fine di sviluppare questa consapevolezza e questo senso critico personale, è importantissimo essere in grado di usare questi strumenti che, molto gentilmente e con notevole dispendio di tempo ed energie, sono stati messi a nostra disposizione online, come il già citato Biodizionario e il megalitico database di prodotti analizzati ingrediente per ingrediente disponibile sul forum di Saicosatispalmi, redatto da centinaia di “spalmine” nel corso degli anni, ma senza mai dimenticare che abbiamo tutte una testa per pensare e potremmo anche non essere d’accordo con una classificazione che, come è normale che sia, include oltre a giudizi puramente chimici che  possono essere confutati solo da addetti ai lavori, anche giudizi più soggettivi di ordine etico  che riguardano una concezione del mondo e un credo diversi dai nostri.

2 pensieri riguardo “Corso Autoproduzione Cosmetica BeautyBag – Spunti di riflessione dalla Prima Lezione

  • 21 novembre 2016 in 21:45
    Permalink

    Salve, mi sono appena iscritta. Mi ha portata fin qui il girovagare sul web cercando prodotti naturali o materie prime con cui poi creare dtersivi, shampoo, maschere per capelli e creme per il viso /corpo. Sia per un risparmio ma soprattutto per un beneficio personale. Condivido appieno il tuo pensiero, io nn sono vegetariana e tanto meno vegana, ma ciò non toglie che sia interessata alla salute ed al mio benessere “a modo mio” (come dici tu) . qui cerco (ancora sono all’inizio della visione di questo sito) suggerimenti, ricette, capire gli igredienti dannosi che sono nei prodotti e ovviamente autoprodurre !
    Ed anche avere consigli su dove acquistare materie prime, oli essenziali ecc. continuo nella mia lettura!!

    Risposta
    • 21 novembre 2016 in 23:47
      Permalink

      Ciao Romana, benvenuta : )
      Sei nel posto giusto. Se hai qualche dubbio chiedi pure, nei commenti o anche utilizzando il form di contatto. A presto! khadi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: