Oleolito: come scegliere olio vettore ed erbe

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L’oleolito è uno dei primi esperimenti di cosmesi fai da te che ti invito a fare. Utile, facile e divertente, l’oleolito alimenterà la tua fantasia, la tua voglia di fare e imparare sempre di più.

Oleoliti: cosa sono

Un oleolito è il risultato di un processo di macerazione di una pianta (foglie, semi, fiori, polveri o pezzi di radice) in una base oleosa nell’intento di estrarne e conservarne una sostanza funzionale o principio attivo. L’oleolito può essere utilizzato puro per i suoi effetti curativi specifici o in una mistura come per esempio in una crema, in un unguento o in un gel.

Caratteristiche della base oleosa necessaria per realizzare il nostro oleolito

Come base oleosa scegliamo un olio piuttosto che un altro per le sue proprietà in base all’utilizzo che prevediamo di fare dell’oleolito (per i massaggi, per la pelle grassa, per la pelle secca etc.), ma la scelta può anche essere effettuata seguendo altri criteri, come per esempio spalmabilità, mancanza di odore o, perché no, economicità.
E’ possibile anche optare per un mix di oli che insieme soddisfino più requisiti.
Sono da preferire quelli di qualità: biologici, vergini e di prima pressione a freddo.

Vanno benissimo anche gli oli facilmente reperibili al supermercato come per esempio olio di girasole (quello che preferisco) ancora meglio se bio, olio di arachidi, olio di sesamo o olio di riso. In particolare l’olio di riso è consigliassimo in quanto ha la particolarità di non irrancidire facilmente. Ottimo anche l’olio di oliva, anche per le sue qualità cosmetiche intrinseche, sebbene rilasci comunque nel preparato la sua caratteristica nota odorosa. Per ovviare il problema è comunque possibile trovare in commercio abbastanza facilmente e a basso costo anche olio di oliva raffinato, che ci permette di sfruttare tutte le caratteristiche dell’olio di oliva, senza rinunciare ad un oleolito in cui la profumazione della pianta che abbiamo scelto resti comunque ben percettibile.

Con quali piante si può fare un oleolito

Nella maggior parte delle ricette si utilizzano erbe e fiori secchi, ma qualche volta – con i dovuti accorgimenti – è possibile utilizzare anche fiori freschi.

Gli oleoliti possono essere ricavati da droghe secche che acquistiamo in erboristeria, in farmacia e su internet o, meglio ancora, con le erbe che coltiviamo noi stessi sul balcone o in giardino o ancora con quelle selvatiche che possiamo raccogliere in mezzo alla natura, lontano dai posti inquinati, come per esempio nei boschi e nelle foreste.

E’ possibile mettere in macerazione oleoliti a base di una sola pianta, oppure mescolare le erbe in base ai principi attivi che contengono e agli effetti che desideriamo avere dal nostro olio.

Per esempio per un oleolito lenitivo useremo camomilla, calendula o lavanda, oppure tutt’e tre questi fiori insieme, per un oleolito espettorante possiamo invece utilizzare menta e timo e così via.

Quindi tutte le piante potrebbero andar bene, basta conoscerne le proprietà, ma anche le controindicazioni.

Prima di partire con la macerazione, è necessario verificare che la pianta possieda principi attivi liposolubili e cioè estraibili con una macerazione oleosa. In caso contrario opteremo per un altro tipo di macerazione.

Voglio inoltre precisare una nota importantissima.

Le piante medicinali non sono inoffensive. Bisogna farne uso con una certa moderazione, dopo essersi informati sulle specifiche proprietà della pianta e sulle eventuali controindicazioni.

Il trattamento di un disturbo con un oleolito alle erbe non deve proseguire dopo che il malanno che era destinato a combattere è stato debellato. Il trattamento deve essere interrotto se provoca effetti collaterali fastidiosi. Se un oleolito non ti si addice, basta trovare altre piante che hanno gli stessi principi attivi, ma sono più adatte alla tua persona.

2 pensieri riguardo “Oleolito: come scegliere olio vettore ed erbe

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