Come vivere minimal senza contraddizioni e senza eccessi

Sono strana, curiosa, stravagante e assurda, lo so, e il mio modo per viver minimal non è come quello di tutti gli altri. Il fatto è che ho iniziato a vivere minimal quando il vivere minimal non si chiamava così ed era una cosa da bacchettoni… Hai presente gli anni ’80? Però un bel po’ di spunti su questa moda del vivere minimal su cui fermarsi a riflettere ce li ho e te li butto lì. Poi valuta tu come prenderla e cosa pensarne. Senza fretta! Seguimi!

Vivere minimal, per me

Non sono un modello da seguire. Non ho una formuletta magica che mi permetta di dirti: ecco la soluzione, ti dico come si fa, fai come me! Con il decluttering sono ancora in alto mare e la mia casa non è come mi piacerebbe che fosse, eppure so di essere minimal molto più di tante altre donne, ragazze, blogger e non che raccontano di bustoni di roba mai usata che, metodicamente, esce fuori di casa. Perché? Semplicemente perché in casa mia roba nuova non entra da una vita e molto di quello che c’è è già usato, riciclato, riadattato, rattappato e ancora in pista a costo zero.

E questo succede da anni, quasi da sempre, un po’ perché sono risparmiosa per natura, un po’ perché l’idea di riciclare le cose mi affascina da quando ero piccola e ha sempre fatto parte delle mie ambizioni più recondite: mentre le mie amichette vestivano le loro Barbie con l’abito da principessa e quello da fotomodella, le compravano la casa rosa con i ghirigori già bella e pronta con tutto il mobilio, la macchina sportiva rossa e un Ken nuovo di zecca, io cucivo vestiti dalle forme improbabili riciclando gli scarti delle stoffe che la mia mamma sarta lasciava cadere giù, durante l’affascinante rito del “taglio”, trasformavo una libreria in casetta delle bambole, costruivo arrangiatissime minipoltroncine in polistirolo ed elettrodomestici con il cartoncino, trasformavo pantofole in decappotabili e, non avendo nessun Ken a disposizione, m’inventavo storie di amicizia, viaggi e avventure al femminile, al posto di smielarmi dietro la solita storia d’amore folle da modello culturale imposto dall’alto.

Quindi per me vivere minimal non può essere quest’assurda moda radical chic di svuotare la casa riempiendo bustoni di roba inutile che non serve più, rinnovare il guardaroba ogni anno e quindi infilarci dentro roba nuova, per “lasciar andar via quella che ero e ricreare una nuova me” e altre filosofate simili, ma far di tutto per bloccare il processo a monte e far entrare il minimo indispensabile da fonti quanto più possibile sostenibili e a costo zero o quasi.

Ma in pratica come si fa?

Come si fa a vestirsi e vestire i figli con l’usato, a utilizzare elettrodomestici e mobili di seconda mano, vestendosi e arredando la propria casa in modo sostenibile e superconomico? Si inizia a vivere in modo diverso, semplice! Si spande la voce, si chiede!
La tua amica ha una bimba di sei anni mentre tu ne hai una di quattro? Beh, chiedile di regalarti i vestiti della piccola! Ne sarà felicissima, non immagini quanto! La maggior parte delle persone farebbe di tutto per liberarsi delle cose vecchie che non sanno dove mettere… Hai presente, no?

Dillo a tutti! Dillo, che tu usi le cose che gli altri butterebbero via!

Non vergognarti! Lo so che all’apparenza può sembrare degradante, ma non è così! Tutto dipende da come lo fai.. Parla alle persone che ti conoscono di quello che pensi, di come vorresti vivere, di come questo potrebbe avere un impatto positivo sul mondo, di come il riuso, il riciclo e l’adattarsi e accontentarsi abbiano un impatto positivo sul mondo, sull’ambiente e sulla vita delle persone, di come siamo stati imbrogliati, di come ci hanno convinto a consumare sempre e comunque e che consumare debba essere una delle più grandi ambizioni della vita e invece in realtà è solo una schiavitù.

Vivere minimal (che sia di moda o no)

In sostanza, se davvero vuoi vivere minimal non sarai mai “alla moda”, anche se il “minimal” adesso sembra andare di moda e sarai sempre e comunque “controcorrente” e sarai considerata “una strana”, una un po’ fuori dal tempo, una stralunata fuori dal mondo.

Tutto questo però ti renderà più libera. Non sarai condizionata dalla società, non ti sentirai obbligata ad acquistare questo e quello solo perché “è bello”, “va di moda” e “ormai ce l’hanno tutti”.

I soldi risparmiati potranno essere usati per cose che ti piacciono davvero, oppure – pensa che bello! – potrai anche permetterti di lavorare di meno o di rischiare di più puntando a fare ciò che ti piace e non ciò che ti assicura il tenore di vita che ti eri imposta ma che in realtà non ti rendeva felice…

Perché non provi? Tentare non nuoce, anzi… Parliamone nei commenti, ti va?

 

Potrebbero interessarti anche:
Salvare il pianeta o mangiarsi la nutella
Come fare a meno del… bisabololo e vivere felici
#controspreco: ti racconto il Downshifting

14 pensieri riguardo “Come vivere minimal senza contraddizioni e senza eccessi

  • 1 maggio 2017 in 9:29
    Permalink

    Ma che meraviglia trovare di mattina una bella email con questo articolo! Grazie Khadi, grazie davvero. Perché ci ho pensato spesso a liberarmi delle “cose” ma poi restano lì o peggio vengono sostituite da altre cose. E diventano zavorre. In questi giorni di cambio di stagione, che vuol dire lavoro sul guardaroba (lava, stira, scegli, prova, piega, riordina, metti su e tira giù dall’armadio….) ma anche in altri momenti, ho tentato di iniziare a vivere minimal, ma poi la costanza di andare fino in fondo se ne va. Però sapere che qualcuno ci riesce dà una certa carica e voglia di farlo davvero. E quindi ancora grazie!

    Risposta
    • 1 maggio 2017 in 22:32
      Permalink

      beh… non è che proprio ci riesco, ho la casa piena anch’io, non credere! Quello che però mi riesce bene è di non sovraccaricarmi, non faccio acquisti affrettati, la maggior parte di ciò che acquisto lo prendo di seconda mano e cerco di risparmiare in tutto. Per il cambio stagione mi sono fermata appena in tempo, qui fa freddissimo!! Appena riesco però devo fare anch’io un decluttering che passerà alla storia : D

  • 1 maggio 2017 in 12:20
    Permalink

    Questo post capita proprio a pennello… proprio oggi pensavo di portare a termine il cambio degli armadi e di liberarmi di un po’ di cosine. Io sono amante al 100% del second hand. La maggior parte dei miei vestiti li prendo nei mercatini, e ho arredato casa con tante cosine recuperate qua e la’, anche per strada! L’unico problema… ehm ehm… che proprio non riesco a vivere in modalita’ minimal. Ovvero, ho quasi tutto di seconda mano… ma ho comunque tantissime cose!!! Ho bisogno di lavorare un po’ di piu’ su quest’aspetto…:)

    Risposta
    • 1 maggio 2017 in 22:36
      Permalink

      Anch’io ho decisamente troppe cose! Cose che non mi servono e restano in attesa di una collocazione e questo deve essere il secondo passaggio per il mio ideale di vita senza sprechi, ma anche minimal e (almeno un po’) ordinata. Vediamo come andrà a finire : )

  • 1 maggio 2017 in 12:48
    Permalink

    Mi interessa molto questa tematica: tutti dovrebbero cercare di vivere in maniera più minimal, anche chi può permettersi tutto ciò che vuole. Un esempio su tutti è Steve Jobs: ha rivelato che indossava sempre la solita maglietta nera anche per non disperdere energie in cose futili come la scelta del vestiario e concentrarsi su ciò che gli interessava davvero. Detto da un milionario è illuminante!

    Risposta
    • 1 maggio 2017 in 22:39
      Permalink

      Non sapevo che fosse questo il motivo per cui Steve Jobs indossava sempre magliette nere! Verissimo! Perché perder tempo a scegliere i colori… ehhehh

  • 1 maggio 2017 in 13:06
    Permalink

    Da quando ci siamo trasferiti in repubblica dominicana abbiamo cambiato modo di vedere le cose anche noi. ..qui la vita vive con niente..E se prima ad esempio tutto doveva essere coordinato in casa..ora con il minimo si fa tutto… con la nascita della bambina credo di aver comperato forse 3 cose nuove..tutto il resto ci è stato regalato o l’Ho preso usato… e devo dire che nonostante il cambio non sento ki manchi nulla ora

    Risposta
    • 1 maggio 2017 in 23:13
      Permalink

      Ecco dove siete!! Mi era capitato di vedere delle foto tue quest’inverno dove sole e verde campeggiavano mentre qui avevamo alberi spogli e neve…
      Comunque anche per me l’esperienza all’estero è stata decisiva. Non so ancora quando di preciso ma è possibile che mi trasferisca in Algeria con la mia famiglia e sto cercando di prepararmi psicologicamente. Nella casa in cui andremo a stare per andare in bagno bisogna addirittura uscire dagli ambienti riscaldati, lo stesso per andare in cucina o a farsi la doccia… Ecco, a queste cose ho davvero paura di non abituarmi e sto cercando di lavorare molto su di me per modellare il mio spirito di adattamento. Speriamo bene!!!!

  • 1 maggio 2017 in 13:09
    Permalink

    Ciao interessante la tua visione di vivere minimal . Anche io da qualche tempo cerco di avere intorno a me solo le cose che veramente mi piacciono, mi fanno sentire bene e mi servono effettivamente. Da un po’ di tempo con alcune amiche organizziamo la giornata dello scambio. Ognuna di noi porta qualcosa che non usa o non le piace più. In questo modo puoi avere qualcosa di nuovo e utile per te senza troppo spreco !

    Risposta
    • 1 maggio 2017 in 23:17
      Permalink

      Quando vivevo in Francia le mie amiche organizzavano spesso queste giornate di scambio: mi viene una nostalgia che non sai! Convenienza a parte, era pure una cosa divertentissima e una bella occasione per stare tutte insieme… Purtroppo qui in Italia nella mia zona non conosco amiche interessate, però mi piacerebbe davvero tanto : D

  • 1 maggio 2017 in 18:29
    Permalink

    Sante parole Khadi. Non c’è da sentirsi strani, anzi. Io non sono mai stata molto portata per far compere. Negli ultimi anni poi ho raggiunto il picco di rigetto verso il consumismo in tutte le sue forme. Quando entro in un negozio il più delle volte ne esco col mal di testa e il nervoso. Il fatto di vivere in affitto e di non avere stabilità geografica mi porta ad accumulare il meno possibile, così da facilitare i traslochi. Indosso sempre gli stessi vestiti in quasi tutte le occasioni. Ma sai una cosa? Da quando vivo così mi sento libera e leggera, e mi concentro sulle cose essenziali. 🙂

    Risposta
    • 1 maggio 2017 in 23:27
      Permalink

      Effettivamente non restare attaccati alle cose ci libera di un sacco di fardelli che ci appesantiscono e non ci permettono di guardare il mondo con lucidità. Siamo solo di passaggio e penso che questa sensazione di precarietà si senta di più quando non si ha stabilità geografica e, paradossalmente, proprio in questi casi la nostra percezione della realtà migliora.
      Qualche anno fa in tre anni ho dovuto traslocare 6 volte… ne so qualcosa ; )

  • 2 maggio 2017 in 15:00
    Permalink

    Credo che la tua strategia sia vincente su più fronti: sia quello economico che creativo. Ci vuole anche molta organizzazione, ma che poi premia. Anche io che ho due figli spesso ho usato cose di seconda mano, che magari visto che i bambini crescono in fretta, sono anche quasi nuove. Per quanto mi riguarda non amo le ultime mode, ma solo quello in cui mi sento a mio agio, per cui spesso un po’ vintage. Ma ti voglio seguire, perché credo di aver molto da imparare!

    Risposta
    • 4 maggio 2017 in 18:39
      Permalink

      Ma grazie! Impareremo l’una dall’altra! : )

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: