Carbomer – Come fare una base gel per cosmetici fai da te

Il carbomer è una delle (tante) sostanze controverse usate in cosmesi fai da te. Si tratta di un gelificante non ecobio molto usato da chi autoproduce cosmetici per l’ottimo effetto sensoriale che produce nei gel e nelle creme, di qualità superiore a qualsiasi altro gelificante attualmente conosciuto tra gli ‘spignattatori’. Ma cos’è il carbomer esattamente?


Carbomer – Cos’è?

Il carbomer non è il nome di un ingrediente unico, ma di un gruppo di ingredienti dal comportamento variegato. Si tratta di sostanze di sintesi, le cui catene si distendono e viscosizzano a pH superiore a 5.
Tutti i carbomer hanno la funzione di modificatori reologici, in pratica servono a addensare/gelificare un liquido. Vengono utilizzati sia nell’industria cosmetica, che in quella farmaceutica e (in parte) anche in quella alimentare.

Il prodotto si presenta sottoforma di polvere bianca, volatile, disperdibile in acqua e permette di ottenere gel trasparenti, molto più compatti di quelli che si possono ottenere con altri gelificanti. Il risultato è un gel molto più gradevole sulla pelle, rispetto a quello ottenuto con altri modificatori reologici.

Si evitano sia il cosiddetto “effetto bava” del gel di xantana che il “rischio spallinamento” del gel di alginato di sodio.

Possiamo utilizzare i carbomer in un range che va dallo 0,3% allo 0,8%. Nelle creme spesso viene abbinato alla xantana e quindi in formua si avrà uno 0,1/0,2 di xantana e uno 0,3% di carbomer, percentuale che aumenta in presenza di sali o altre sostanze che potrebbero smontare la crema.

Anche nei gel è possibile utilizzare i due gelificanti in connubio, sempre in percentuali proporzionali a quelle date sopra.

Sebbene si tratti di una sostanza di sintesi non ecobio, finora non si sono ravvisati potenziali problemi di irritazione e sensibilità cutanea a questo ingrediente.

Che differenza c’è tra carbomer e carbopol?

Abbiamo detto che “carbomer” è il nome della ‘famiglia’, di cui il carbopol fa parte.

Il tipo di carbopol che ho scelto di utilizzare al momento è il carbopol ultrez 21, che su Zenstore si chiama Tego Carbomer 321 ER. L’ho scelto per la sua facilità di utilizzo, infatti rispetto ad altri tipi di carbomer si idrata molto facilmente anche aspettando solo una mezz’oretta o poco più. Io comunque per sicurezza ho l’abitudine di preparare i gel la sera prima e lasciarli ad idratare tutta la notte.

Per conoscere le caratteristiche dei vari tipi di carbomer, ti consiglio la lettura di questo post sul Forum di Lola.

Carbomer – Come fare una base gel per cosmetici fai da te

Fare un gel di carbomer è un po’ più complesso rispetto al gel di xantana o di alginato: il carbomer ha la particolarità di abbassare di molto il pH, che va poi “tamponato”, in pratica rialzato (con l’aiuto di qualche goccia di soluzione di soda caustica) per evitare possibili instabilità in fase di esecuzione della formula.

Sebbene il carbomer non sia un gelificante ecobio, è comunque una materia prima che non può mancare nell’armadietto delle appassionate di cosmesi fai da te e, sebbene me ne rendessi conto, mi ostinavo comunque a evitarlo, non certo per problemi con una sostanza ‘non ammessa’, ma più per una certa insofferenza nei confronti dell’uso della soda, che però ultimamente sono comunque riuscita ad arginare, grazie ad esperimenti un po’… estremi che mi hanno aiutata a sfidare i miei limiti e prendere confidenza con la soluzione di soda.

Quando sciogliamo ilc arbomer in acqua, il gel non si forma subito. Il preparato che ne deriva è fortemente acido e ancora liquido. Aggiungendo qualche goccia di soda caustica e portando il pH tra il 5 e il 6, otterremo il gel base di carbomer che ci serve per la nostra preparazione.
Prima di iniziare a preparare il gel di carbomer dobbiamo quindi avere da parte una boccetta di soluzione di soda caustica per alzare il pH nel momento opportuno.

 

Come si prepara la soluzione di soda caustica

Come inizio consiglio di preparare una soluzione di soda caustica al 20%, anch’io ho fatto così. In seguito, quando diventeremo più esperte, diventerà comodo preparare anche una soluzione più concentrata (30% o 40%), per inserire meno soluzione possibile nelle formule e alterarle di meno.

Ingredienti:
soda caustica 20
acqua 80

In un bicchiere o becher di vetro inseriamo l’acqua, aggiungiamo la soda e mescoliamo con un cucchiaino di acciaio. Dopo aver mescolato il liquido si scalderà notevolmente e esalerà un vapore che non va respirato.

Quando usi la soda, che sia per fare la soluzione o per fare sapone, è buona norma indossare una mascherina o una bandana sul viso e, se ci sono bambini in casa, chiudersi a chiave in cucina per evitare qualsiasi tipo di problema, non si sa mai!

La soluzione di soda al 20% in realtà non è ‘corrosiva’ in senso stretto, ma se dovesse venire a contatto con la tua pelle, vai subito a lavarti per non avere problemi, perché potrebbe provocarti arrossamenti e prurito.

Una volta pronta, versa la soluzione di soda in una boccetta di vetro con contagocce e attaccaci sopra un’etichetta bella evidente, per non confonderla con altre materie prime, si tratta comunque di un ingrediente pericoloso, se non usato con consapevolezza e coscienza.

 

Come si prepara il gel di carbomer

Il modo migliore di far idratare i carbomer è quello di disperderlo in acqua spargendolo sopra, proprio come abbiamo fatto per il sodio alginato, e aspettare poi che si idrati. A seconda del tipo di carbomer è necessario più o meno tempo. Come già accennato personalmente preferisco preparare il gel la sera prima, oppure – nel caso dell’alginato – mi piace tenermene sempre un po’ da parte, in modo da poterlo utilizzare al volo all’occorrenza. Con il carbopol però non credo che lo farò, perché è più difficile che decida di utilizzarlo per fare gel estemporanei.

Guarda come fare idratare il carbomer seguendo lo stesso procedimento del gel di alginato di sodio che trovi nel video

Cercare di fare il contrario, cioè mettere prima il carbomer nel contenitore e poi aggiungere l’acqua, pare sia invece un’impresa impossibile, da evitare. Io non ci ho nemmeno provato.

Una volta ben idratato, il gel sarà liquidino e con un pH molto basso. E’ bene tamponare subito, in modo che addensi e riesca a reggere l’aggiunta degli altri ingredienti. Il gel si tampona, come abbiamo detto, aggiungendo alcune gocce di soluzione di soda caustica, fino a giungere ad un pH tra il 5 e il 6.

Bisognerebbe stare attenti e cercare di non andare oltre il 6 perché c’è il forte rischio che si smonti e non si recuperi più. Se però usi la soluzione di soda al 20% vedrai che “alcune gocce” in realtà sono un bel po’, quindi cerca di regolarti un po’ a occhio.

Come si fa un gel di carbopol – Guarda il video su Facebook

Una volta tamponato e addensato il gel di carbomer può essere unito a quello di xantana e costituire la nostra base gel per ricevere oli e attivi o la fase A della crema che andremo a preparare.

Come si fa una crema – guarda la sketchnote su Facebook

 

Carbomer: fa male?

Eccoci arrivati al punto clou della diatriba internettiana.
La questione centrale in realtà non è se il carbomer fa male oppure no, ma se un’autoproduzione cosmetica che ammette l’utilizzo di sostanze di sintesi derivate dal petrolio e quindi non ecobio abbia senso oppure no.
Abbiamo già trattato l’argomento parecchie volte e sappiamo che ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero.
Spignatto e cosmesi fai da te: due filosofia distinte

E per approfondire puoi leggere anche questo post, che sebbene sia un po’ datato è ancora molto valido dal punto di vista contenutistico, perché la situazione è rimasta tal quale da anni.
Basta usare ingredienti 100% naturali per potersi definire ecobio?

Per rispondere alla domanda “Il carbomer fa male?”, bisogna completare la domanda e cioè chiedersi “a cosa dovrebbe far male?”
Il carbomer non fa male alla pelle, o almeno non si ha nessuna prova che possa far male alla pelle, però – essendo una sostanza di sintesi derivata dal petrolio – il carbomer fa (o meglio farebbe) male al pianeta.

Leggi anche: Salvare il pianeta o mangiarsi la nutella?

Non sono una carbomer addicted, il mio primo carbomer mi è arrivato giusto la settimana scorsa grazie ad una collaborazione con zenstore.it che ringrazio moltissimo, non solo per questo, ma ti racconto in un altro post. Ritengo quindi di essere la persona giusta per poter dire la mia, perché sono una che del carbomer può fare a meno, come ne ha fatto a meno in ben sei anni e mezzo di spignatto ( e dico sei anni, non ho iniziato l’altro ieri!) e non ho nessun interesse personale da difendere a riguardo. Quindi ti dico la mia, anche se magari mi segui già da un po’ e sai già come la penso: non ho cambiato idea nel frattempo; ).

Penso che sia carino e molto poetico scegliere di non utilizzare MAI ingredienti non ecobio nelle proprie preparazioni. Ma, diciamocelo!, è una cosa che fa molto hippie moderni: si abbraccia un’ideologia e la si segue per quanto assurda sia, senza guardare la questione a volo d’uccello, ma fissandosi esclusivamente sui dettagli. Che va bene, eh! Perché può essere utile, in qualche modo, per alimentare un risveglio collettivo, ma questo risveglio prima o poi deve diventare un risveglio totale che non può limitarsi ad evitare uno 0,3% di carbomer in una crema!

Evitiamo di prendere la macchina per andare a fare la spesa al supermercato dietro casa per la paura di stancarci, evitiamo di accendere i riscaldamenti a manetta per avere 20 gradi in casa, ricicliamo quanti più contenitori di plastica possibili…

E’ peggio disperdere nell’ambiente uno 0,3 grammi di carbomer in 6 mesi in milionesimi di grammi al giorno ogni volta che ci laveremo la faccia, oppure disperdere nell’ambiente 30 bottiglie di plastica a settimana tra bottiglie e bottigliette di acqua e succhi che beviamo in estate?

Personalmente non sono contro gli integralismi, quando l’integralismo è coerente e riguarda l’applicazione integra di una determinata regola coerente.

Quindi ok all’integralismo ecobio, se ti va di praticarlo, ma cerca di ampliare lo sguardo e non pensare solo in piccolo: una crema, uno shampoo, quell’infinitesima quantità di EDTA (o carbomer) che verrà dispersa nell’ambiente. Alza lo sguardo e analizza il tuo stile di vita, la tua casa, il tuo quartiere, il tuo territorio… Possiamo iniziare dal piccolo ed essere “minimalbio” certo, ma questo deve essere il primo passo per andare incontro ad una visione più ampia, che non rigurda solo cibo e cosmesi, ma la sostenibilità in senso lato che oggi comprende persino studi sui rapporti sociali e sul benessere spirituale delle persone.

Leggi anche:
Cosmesi ecobio: alla ricerca di un’alternativa critica
Passare all’ecobio senza stress: il metodo SonoBio

 

Panoramica sui gelificanti-addensanti in cosmesi

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