Mamaglia: bioartigianato riciclando gli scarti delle fabbriche – Bioblogger per caso

Oggi, per la rubrica quindicinale Bioblogger per caso, chiacchieriamo un po’ con  Letizia, un’artigiana che crea accessori fatti a mano con la tecnica dei telai da maglia utilizzando cotone biologico certificato oppure fettuccia ricavata dal materiale di scarto delle fabbriche tessili toscane.
Letizia ci racconta come ha iniziato il suo ‘percorso bio’ e perché.
“Qualche anno fa mi ero accorta che usando alcuni prodotti cosmetici molto noti (ma che poi ho scoperto essere totalmente chimici) la mia pelle soffriva un po’. Piccole bolle, reazioni, pruriti, ed io ho una pelle poco delicata e molto “resistente”! Ho iniziato quindi a documentarmi e grazie ad alcuni noti forum e siti del settore ecobio ho scoperto cosa c’è dietro a tanti prodotti. Sono diventata molto attenta, leggo sempre l’INCI di quello che compro e scelgo quasi esclusivamente linee eco-biologiche, che oggi per fortuna si trovano anche in molti supermercati e non costano neppure di più delle altre, anzi!

Ovviamente questa scelta green si è riversata anche sul cibo. Scelgo ciò che mangio in modo più consapevole, e leggendo bene le etichette e soprattutto privilegiando ciò che preparo io rispetto al “già pronto”, è più sano e più buono”.

Quando chiediamo di inquinamento, cambiamenti climatici e futuro del pianeta risponde: “Credo che il problema dei cambiamenti climatici sia uno dei più sottovalutati del secolo, anche se i politici si sono un poco impegnati con l’accordo di Parigi abbiamo proprio visto di recente come Donald Trump abbia deciso di chiamarsene fuori… Questa cosa mi sconvolge, come si può pensare che si possa sorvolare tutto questo? Passare oltre, dedicarsi al altro? Abbiamo un solo pianeta, e merita le stesse cure che dedichiamo a noi stessi, perché sono già stati fatti tanti danni irreparabili e non si può più aspettare”.

“La situazione è grave, anzi, direi più grave di quanto spesso si voglia far credere, ma sono convinta e che anche nel nostro piccolo possiamo fare tanto. Per esempio limitare gli sprechi di acqua, luce, gas di riscaldamento. A volte invece di alzare la temperatura in casa basta mettersi un bel maglione in più, è un gesto semplice! Penso che ci siano molte attività banali ma che possono fare la differenza, parlo della raccolta intelligente dei rifiuti, ma anche l’attenzione ad utilizzare sempre meno imballaggi e a riciclarli, evitare l’usa e getta, prendere l’abitudine al riuso. Io nel mio piccolo ci provo, sia come consumatrice sia come artigiana”.

Reinventarsi dopo un cambiamento importante: l’esperienza di Letizia

Abbiamo poi chiesto a Letizia di parlarci un po’ del suo lavoro, di quello che fa e di come ha iniziato, nella convinzione che molte lettrici possano prendere spunto per riscoprire qualche talento nascosto e reinventarsi a loro volta, dopo un cambiamento importante.

“Mi piace definirmi ‘artigiana’ anche se sono arrivata quasi per caso a lavorare a maglia; poco meno di due anni fa ho perso il lavoro, l’azienda dove mi occupavo dell’ufficio commerciale estero ha chiuso e mi sono ritrovata a dovermi reinventare. Sono sempre stata abbastanza negata per i ferri e l’uncinetto ma quando un’amica mi ha suggerito di provare questa tecnica, di grande tradizione ma solo recentemente riscoperta, ho avuto una folgorazione! Ho iniziato a creare sciarpe, cappelli, e poi borse, collane, bracciali… tutto un mondo di accessori “buoni” due volte: belli perché pezzi unici fatti a mano, e quindi fuori dall’ottica del terribile fast fashion, ma anche ecologici in quanto realizzati con filati di recupero, provenienti dagli scarti dell’industria tessile”.

“Ho scelto di presentare su SonoBio.com le mie borse, perché ritengo che siano un esempio perfetto di come si possano creare oggetti belli da indossare ma che abbiano un occhio di riguardo verso l’ambiente. Le borse sono un accessorio importante nella vita di noi donne, ma troppo spesso ci troviamo in mano oggetti costosi, fatti con pelli o materiali di dubbia provenienza e realizzate nelle fabbriche lager in Oriente. Le mie borse sono invece fatte completamente a mano da me, con attenzione ai dettagli e con cura, scegliendo i materiali con attenzione”.

Borsa da spiaggia ‘Belle’

“Belle è una borsa da spiaggia in cotone biologico certificato, mentre Amy e Charlotte sono realizzate con la fettuccia di lycra, un materiale morbido e resistente che proviene dagli scarti tessili”.

Borsa Amy… Ecologia a tracolla!

Charlotte, la borsa baby

“Si tratta in particolare della “cimosa” delle pezze utilizzate per fabbricare le T-shirt, che normalmente si getta e diventa uno scarto difficilmente smaltibile. Io la recupero – abitando in una città come Prato, la cui economia si basa sulla produzione di tessuti non è difficile – e la riutilizzo in modo creativo”.

Per saperne di più e conoscere più da vicino Letizia e le sue creazioni, ti invito a visitare il suo sito: www.mamaglia.worpress.com

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