Per raccontare ci vuole un blog – Io e i social media

Devo dirtelo, amica mia. A te posso dirlo, so che mi capisci.
A me questi social non piacciono. Facebook e Twitter in particolare non li sopporto.
Sì sì, lo so. Anch’io ho conosciuto ragazze stupende e ho imparato tantissime cose, soprattutto nei gruppi di cosmesi fai da te e di blogging.
Però continuano ad esserci giorni in cui mi prende la depressione e so anche il perché.

Tutto questo tempo consumato (buttato!) a scorrere la bacheca e leggere troppe cose che per la maggior parte non m’interessano, tutte queste pagine che hanno un successo strepitoso, perché postano foto di gattini o barzellette o riescono ad alzare un polverone su biberon, vaccini, pannolini lavabili e sul colore dei calzini da far indossare ai propri figli nel primo giorno di scuola… ecco! Non ce la posso fare! Te lo confesso!

Il mio rapporto con i social media è un rapporto conflittuale

Non posso negare tutto quello che di positivo c’è, ma non sopporto come diventano certe persone quando sono lì dentro. E così scappo!

Forse ricorderai periodi in cui sono letteralmente scomparsa dalla circolazione, disattivando il profilo facebook e ritirandomi a vita privata.

Questi momenti di isolamento telematico per me non sono rari. A volte sento proprio il bisogno di ritrovare me stessa e fare altro, staccare la spina e “sconnettermi” dai social per riconnettermi con me stessa.

Dicono che non si può. Che – quando hai un blog, una pagina, un’attività online anche solo amatoriale – devi essere costante, avere il piano editoriale per il blog, quello per la pagina facebook, quello per instagram e quello per le pulizie domestiche. Ma io non sono così.

 

Io e i social media: come mai questo post

Questo lunghissimo post non è sbucato dal nulla per caso, ma nasce nella ambito di un progetto di condivisione, aiuto reciproco e sincerità tra donne, lanciato da Puramente Sally (trovi l’intervista che ci ha lasciato nel primo post della rubrica Biobloggerpercaso) che mi è piaciuto molto.

Sally, che gestisce anche un gruppo femminile che si chiama Donne che lavorano da casa,  ha notato che le donne hanno un problema speciale con i social. Spesso i profili seguiti diventano dei modelli. Se ammirano le foto perfette delle fashion blogger e i piatti perfetti delle food blogger, invidiando tutta questa perfezione e temendo che la propria vita, così poco “fotogenica” non valga tanto quella di chi sa fotografare bene e cogliere attimi che poi magari non sono così eccezionali, ma tali sembrano.

Questo progetto mi è piaciuto subito, perché – ormai l’avrai capito – io sono molto dissacrante rispetto a tutti questi miti che si creano, rifiuto categoricamente di omologarmi e vorrei tanto spronare anche te a fare altrettanto. Perché noi non siamo le nostre foto, non siamo le nostre ricette di food o di cosmesi, non siamo i nostri viaggi, i posti che visitiamo e che raccontiamo, non siamo quello che, grazie a Dio, ci è capitato di vivere, ma siamo quello che scegliamo di essere e siamo libere in qualsiasi momento di migliorarci o di peggiorarci, di restare ferme a guardare il mondo sgretolarsi, oppure agire per cambiarlo, cambiando noi stesse e la nostra visione del mondo.

E così, in tutta sincerità, ho deciso di raccontarti un po’ di me e del mio rapporto con i social attraverso un’autointervista un po’ suigeneris.

Seguimi, è un po’ lunga ma non te ne pentirai ; )

Quanto tempo passi sui social?

In una giornata qualsiasi, sono sui social almeno 4 volte al giorno (spesso anche di più).

Subito dopo la colazione, mentre sorseggio il caffè, sono su instagram.

Instagram è l’unico social che mi piace davvero! E’ un momento di relax, prima di dar avvio alle attività della giornata.

Su facebook invece entro più tardi, quando faccio una pausa intorno alle 11 del mattino (poco prima, poco dopo). Per fare in modo che escano dei post sulla pagina di SonoBio al mattino, normalmente li programmo nei giorni precedenti oppure la sera prima. Gli altri post che escono in altri orari normalmente sono postati a caldo.

Gli altri appuntamenti fissi piacevoli che ho sono quelli con instagram, uno dopo pranzo e uno la sera, mentre con facebook sono meno programmata. Ci sono giornate in cui non entro proprio, specie ultimamente. Altrimenti preferisco relegare questa attività alla sera (a volte anche molto tardi).

Quelle volte in cui entro, gli appuntamenti fissi sono i gruppi Progetto Blog e Donne blogger – Consigli tecnici, due gruppi estremamente positivi di ragazze positive e entrambi gestiti da persone positive, in cui ho imparato un sacco di cose e trovato un sacco di stimoli e anche la spinta per riavviare la mia professione di architetto.

Poi ovviamente ci sono i gruppi di spignatto, in primis non il mio, ma Laboratorio Frau e Stanza Didattica. Poi ovviamente La Spignatteria, il gruppo mio e di Libe, che ha sempre più iscritti ma rispetto ad altri gruppi simili non è molto attivo, forse anche un po’ per colpa mia e per questa mia avversione a Facebook, lo so.

I social che uso davvero quindi sono essenzialmente Facebook e Instagram. Altri social invece li uso molto raramente, chi una volta a settimana e chi una volta al mese, ma va bene così. Anche se il profilo ce l’ho, non devo per forza essere sempre dappertutto. Grazie a Dio non ho il dono dell’ubiquità e non lo voglio avere : )

E allora perché usi i social, se ti scocci?

Perché, per natura, sono una sperimentatrice e cerco di mettere in pratica (quasi) tutto quello che leggo e che mi sembra sensato su blog, presenza social e “autorevolezza” e una di queste cose è che ogni blog deve avere una sua presenza social, oppure devi avere una presenza social molto forte tu, con il tuo nome e cognome, che racchiuda tutto quello che fai, anche se, come me, sei un personaggio eclettico e di cose ne fai veramente tante e tutte diverse tra loro.

Personalmente preferisco scomparire e lasciare spazio ai miei blog e alle mie attività e per questo mi sono ritrovata con 30 social, anche se i social non mi piacciono : )

Perché vuoi “scomparire”, mentre tutto il resto del mondo vuole apparire?

Perché ritengo che siano proprio questi sefie e questa moda di autofotografarsi e farsi fotografare ad ogni ora del giorno e della notte ad aver svilito il web in un modo così esagerato. Che valore si comunica postando sui social la propria faccia truccata, il proprio outfit indossato, la foto del proprio corpo messo in vista come fosse una merce, svenduta per qualche like? Non ne faccio una campagna, ma sono contro tutto questo e penso che il web sarebbe un posto migliore se le ragazze non lo utilizzassero per vendere la propria immagine per un pugno di like e commenti e per 4 minuti di visibilità.

Il mio modo di contrastare questa tendenza e andare controcorrente è non mostrarmi, anche se in realtà – se decidessi di mostrarmi – non vedreste granchè, visto che sono una donna velata… Ma a cosa serve? Dicono per creare fiducia in chi ti segue, per creare un contatto, una comunicazione. Ma la mia comunicazione la faccio attraverso la carica che metto dentro le parole che scrivo, non so se si sente.

Si sente? Dimmelo tu!

Quali momenti della tua vita condividi sui social?

In genere non condivido la mia vita sui social. Penso che, come spesso succede a molti, la mia vita ne uscirebbe svilita e impoverita.

Nei blog invece è diverso. Quando sei in un blog puoi raccontare una storia e darle completezza, puoi soffermarti su un dettaglio, oppure sfumare i contorni, puoi spiegare bene le tue ragioni… In un social invece è difficile che ti capiscano davvero.

Ultimamente ho deciso di raccontare la mia storia per la rubrica #lamiacittà del blog Vieni via di qui e di avviare un mio “diario personale online” molto informale (che per il momento non linko), in cui ho intenzione di inserire pensieri, minipost e improvvisazioni, come se non sapessi assolutamente nulla di blog, SEO e social media, perché bloggare davvero mi manca troppo e mi sono resa conto che continuando di questo passo ad un certo punto non sarò più in grado di farlo e voglio metterci rimedio prima di arrugginire completamente.

Sì, lo so. Abbiamo comunque il diario di facebook per raccontare di noi, ma sui social puoi condividere il piatto che hai cucinato oggi, una riflessione momentanea non troppo impegnativa, un episodio che fa ridere, una #brevestoriatriste (ehm…), ma non puoi condividere le cose importanti della tua vita, quello che pensi davvero, un discorso costruttivo tutto intero: non ce la fai!

Per far questo ci vuole un luogo in cui respiri mentre ti racconti, e non senti il fiato sul collo che senti sui social.

Per raccontare i momenti della tua vita ci vuole un blog!

Il blog è nato proprio per questo.

Un blog è un diario, un vero diario (che te ne fai della bacheca di facebook?), in cui puoi scrivere tanto o poco, in cui respiri davvero a pieni polmoni, rifletti e te la prendi con comodo, senza la fretta di facebook che chiama diario un’accozzaglia sconclusionata di post e foto messi un po’ a caso, in cui – paradossalmente – vengono premiati i brani in cui ti lamenti e vedi tutto nero senza prospettiva, hai presente la valanga di facebookpost con tag #maiunagioia?

Mi dirai: “E’ per ridere!”

Beh, secondo me non c’è niente da ridere nel piangersi addosso! Più lo fai e più ti abitui. Quindi smettila una volta per tutte e, se proprio vuoi condividere cose tue, raccontale in una prospettiva #felicitàincommensurabileinfinita #grazieadiopertutto o come si dice in arabo con una parola unica e bellissima #elhamdulilleh!

Secondo una ricerca condotta dalla University College London  sono gli utenti a plasmare il modo in cui i social media vengono utilizzati e si evolvono, non il contrario. Forse non ci voleva nemmeno una ricerca per capirlo.

Per noi è comunque un insegnamento: migliorando noi stessi, il nostro rapporto con gli altri e la positività con cui ci approcciamo al mondo, anche la vita sui social migliorerebbe. Ma dobbiamo iniziare!

#menosocialpiuvita

Vuoi sapere come mi comporterei d’impulso con facebook se seguissi il mio cuore e anche la mia testa?

Chiuderei tutti i miei account lasciandone solo uno senza contatti, selezionerei 10 gruppi al massimo da seguire e mi programmerei i post delle varie pagine settimana per settimana, in modo da evitare di entrare tutti i giorni e subire tutte le distrazioni del caso.

E se non avessi le pagine?

Beh, allora chiudere tutti i profili. Davvero!
Anche se ci sono gruppi molto utili, anche se si impara assai, anche se ci sono pagine molto belle e interessanti. Se non avessi pagine da amministrare, chiudere il mio profilo e ricomincierei a seguire i blog, come ai bei tempi.

E’ bello leggere i blog: dedicarsi a leggerli, aspettare i post, commentare, rispondere, viverli!

Mi prenderei più tempo per le mie attività varie, avrei modo di riflettere di più e di leggere cose più interessanti. Anche libri, per esempio.

Questo farei… E forse prima o poi lo faccio davvero.

3 trucchetti facebook che possono servire anche a te

Nel frattempo per non arrivare a misure drastiche, ho adottato 3 trucchetti per far in modo che la mia bacheca di facebook mi piaccia di più e siccome funzionano e rendono Facebook davvero un posto migliore e più vivibile, voglio condividerli con te.

1- Smetti di seguire tutti i profili che non ti interessano, nessuno se ne accorgerà e non dovrai sorbirti ogni giorno le lamentele di tutti i tuoi contatti su frustrazioni personali, politica che non va e dilemmi esistenziali;
2- Smetti di seguire tutti i gruppi che non ti sono davvero utili. Puoi disinscriverti, oppure smettere di ricevere tutte le notifiche. Vai nelle preferenze di ogni gruppo per modificarle.
3- Seleziona le 10-20 pagine che ami di più e… oltre a seguirle seleziona che vuoi vederle per prima. Guarda come ho fatto io sulla pagina CookingBeauty e fai lo stesso anche tu!

Se vuoi che anche SonoBio sia tra le tue pagine preferite, entra e seleziona “mostra per primi” anche da me ; )

Per velocizzare questo tipo di operazioni puoi cliccare sul triangolino che trovi nella tua bacheca di facebook in alto a destra e scegliere “Preferenze della sezione notizie”. Ti si aprirà una finestra, attraverso la quale potrei settare tutte le preferenze che vuoi.

Questi piccoli passaggi ti permetteranno di perdere meno tempo in cose che non ti interessano e di diventare minimal anche sui social: provare per credere!

Vedrai che così facebook ti sembrerà un luogo molto più bello… quasi come instagram!

A proposito, se non mi segui ancora su Instagram, puoi rimediare subito!

E’ che abbiamo perso la bussola.

Non siamo stati creati per dormire, mangiare, lavorare e perdere tempo su facebook, ma per cercare e trovare il senso della vita, cercare la verità e seguirla, preparandoci ad un altrove infinito.

Certo, ci sono strumenti, attività e condivisioni che possono aiutarci perché nel frattempo dobbiamo pur vivere qui e adesso, ma perché rovinarci la vita che abbiamo al posto di migliorarla?

E tu che ne pensi?
Raccontamelo nei commenti, ti aspetto!

13 pensieri riguardo “Per raccontare ci vuole un blog – Io e i social media

  • 18 settembre 2017 in 11:52
    Permalink

    Amen! Grazie di cuore per aver condiviso i tuoi pensieri e il tuo cuore!!!

    Risposta
    • 18 settembre 2017 in 18:56
      Permalink

      ma grazie a te per la bellissima idea che hai avuto!

  • 18 settembre 2017 in 15:13
    Permalink

    Intanto grazie per la sorpresa 🙂 Ho impiegato vari minuti a leggere il tuo lungo articolo, scorrendo lentamente… e d’un tratto mi vedo l’immagine della pagina di CookingBeauty!

    Lo capisco il tuo pensiero.
    Capisco la frustrazione per il tempo che ti sembra di buttare via, su facebook dove rimango incastrata per ore e, a volte, non mi ricordo perché lo faccio.
    Capisco lo svilimento per l’enorme quantità di messaggi inutili e banali e scritti spesso con errori di ortografia e grammatica che neanche in terza elementare 🙂
    Ma poi c’è anche la parte utile, e lo sappiamo. Forse l’intelligenza sta proprio nel riuscire a selezionare per non farsi sopraffare… non riesco ancora bene a farlo ma cerco almeno di prendere con leggerezza quello che vedo e leggo sui social.

    Comunque, utenti dei social, abbiamo uno spazio sul mondo da utilizzare come vogliamo, cerchiamo di dargli un senso 🙂

    Risposta
    • 18 settembre 2017 in 18:50
      Permalink

      e aggiungo… un senso positivo!! : )

    • 18 settembre 2017 in 19:02
      Permalink

      … sarebbe il caso, si 🙂
      e già che ti ci trovi, utente dei social, quando trovi qualcosa di interessante condividilo, potrebbe essere utile ad altre persone.
      Comincia da subito, puoi condividere questo articolo, per esempio 😉

    • 10 ottobre 2017 in 11:50
      Permalink

      Ecco! Per esempio eheheheh….
      Condiviso già, ma solo su FB, non riesco mai a condividere tutti i miei post dappertutto sui social : )

  • 19 settembre 2017 in 9:18
    Permalink

    Sarà che appartengo ad un’altra generazione ma io non ho nessun profilo sui social, eppure vivo bene così. I miei studenti ogni tanto mi incoraggiano a “mettermi” su Facebook, ma ho troppo timore di perdere la mia privacy, il mio necessario stare anche fuori dal mondo. Già scorrere le notizie, la posta, l’agenda…. ogni mattina mi porta via tempo. Senza dimenticare che già il cellulare di suo rende sempre reperibili, visto che si è quasi incapaci di spegnerlo. La settimana scorsa ho partecipato ad un incontro di profondo carattere spirituale, gli organizzatori hanno ripetuto e scritto in ogni modo e lingua che bisognava spegnere non silenziare il cellulare…. Eppure diversi apparecchi sono rimasti accesi o “vibranti”!
    Vivo in una splendida città visitata da milioni di turisti da tutto il mondo, che ora sono solo preoccupati di fare selfie invece che di godere i momenti unici e irripetibili che il contatto con l’arte e la storia secolare sanno donare.
    E che dire di un parente che in viaggio per partecipare ad un funerale ha “postato” su Facebook foto e indicazioni di dove si trovava neanche fosse stato in viaggio di piacere? (Me l’hanno malignamente riferito)
    Tuttavia so di perdere molte altre cose, quelle che rendono voi ragazze speciali. Quindi scusa la lungaggine, sono diventata ormai decisamente vecchia Il tuo sano equilibrio è cmq sempre apprezzabile

    Risposta
    • 10 ottobre 2017 in 12:00
      Permalink

      Ma grazie Cris. In realtà è un equilibrio precario e qualche volta ho anch’io l’esigenza di spegner’mi’, eheheh
      L’altro problema che c’è sui social di cui non ho parlato nel post, ma che sento molto forte, è questa necessità di presentarsi al mondo con un ruolo ben definito, mentre spesso siamo invece personalità eclettiche con miliardi di sfaccettature.
      Così può succedere che il fatto di avere un blog (o anche più di un blog con relativi social annessi come me) a volte diventa un blocco che non ci permette di sviluppare nuovi progetti e ci induce a rimanere attaccati ai vecchi.
      Ecco, sono ormai in un momento di transizione e ho davvero bisogno di dedicarmi alla mia vita off line per fare un piccolo salto e sviluppare in maniera sensata i miei nuovi progetti : )
      Penso che fare a meno dei social sia una gran cosa. Ho un marito ultratecnologico che non li usa per scelta e perde molto meno tempo di me : )

  • 19 settembre 2017 in 11:11
    Permalink

    Io uso i social come vetrina per la mia attività, ma mi accorgo che spesso e volentieri diventa una gran perdita di tempo che non porta davvero ad alcun ‘risultato’ concreto! Cercherò di mettere in pratica i tuoi consigli per diventare più minimal sotto questo aspetto! …concordo che il blog sia uno strumento ben più utile per condividere conoscenza… sui social tutto scorre in un istante senza lasciare traccia… Grazie per queste dritte!

    Risposta
    • 10 ottobre 2017 in 12:02
      Permalink

      E’ vero! A volte è frustrante! Certo, riuscire a seguire i propri social in maniera professionale prima o poi qualche frutto lo porta, non dico di no… però, a quale prezzo?

  • 19 settembre 2017 in 16:32
    Permalink

    Come spesso accade mi ritrovo nelle tue parole, motivo per cui su molti social non ho nemmeno un account!! Su FB ne ho uno (senza contatti e con solo pagine che seguo, come quello che descrivi tu più o meno!), ma lo uso solo per leggere qualche contributo, usufruire di qualche promozione quando serve et similia! Ma uso questo account poche volte al mese, per il resto seguo alcuni blog che mi interessano usando Feedly e seguo anche un paio di forum, ma sono un utente poco attivo in generale: leggo molto, ma contribuisco poco con commenti&co. So che forse questo non è un comportamento considerato “accettabile”, in fondo questi sono posti di condivisione, ma generalmente trovo le risposte che mi servono grazie a (lunghe) ricerche, non ho amici digitali, ma piuttosto mi piace approfondire determinati temi e quindi apprezzo maggiormente i blog.
    I motivi per cui non uso i social sono quelli da te descritti: credo che in potenza siano luoghi liberi, di condivisione gratuita e disinteressata e che in generale abbiano enormi potenzialità, nella pratica però (e ciò ovviamente dipende dal modo in cui essi vengono utilizzati) sempre più spesso diventano luoghi in cui apparire è l’unica cosa che conta (e il fenomeno della “vita da SM” mi sembra stia diventando sempre più invadente, esiste sempre meno spazio per la spontaneità nella nostra vita comune e molta più insoddisfazione nei confronti di ciò che abbiamo perchè è sempre poco comparato a ciò che hanno gli altri e non è mai perfetto come sembra essere il loro), ma i SM sono anche un modo efficace peri diffondere i tanti -ismi da cui siamo circondati (razzismo, fanatismo, consumismo, populismo, xenofobia… ) e questi luoghi diventano grandissime casse di risonanza per le più becere fobie e la violenza.
    Purtroppo però c’è anche un altro risvolto della mediaglia nel non appartenere a questi “mondi”: non essere a conoscenza di molti eventi che spesso vengono sponsorizzati per lo più sui SM, avere contatti probabilmente meno frequenti con le persone che non mi vivono vicine o con le quali non mi vedo di frequente (anche se ovviamente ci sono altri mezzi per tenersi in contatto e li considero molto più personali), venire a conoscenza spesso in ritardo di fenomeni che hanno origine su FB (non che mi interessi tanto -al 90% si tratta di gossip o peggio di episodi di bullismo, razzismo, sessismo, omo/transfobia&co oppure di qualche trovata del marketing- però a volte mi sembra di vivere un pò fuori dal mondo). In ogni caso credo di avere nella media più tempo libero per fare ciò che amo rispetto ai tanti che si lamentano di non averne, ma trovano ore per i SM – che dichiarano sempre di detestare tra l’altro…bah!. Tutti abbiamo 24 ore nella giornata, alcune sono già impegnate in maniera imprescindibile, per quel che riguarda le altre sta a noi trarne il meglio, bisogna individuare delle priorità. Detto questo, ci sono molti blogger, sopratutto i cosiddetti “minimalisti”, che hanno scelto di non avere più account social, ma che cmq danno un grande contributo sopratutto online (grazie ad alcuni di loro ho riscoperto il piacere di ascoltare la radio dato che ne hanno una web), per cui non credo che scegliere di non essere onnipresenti su ogni canale e piattaforma disponibile voglia dire non avere più un seguito o un’interazione con il mondo digitale! Un abbraccio!

    Risposta
    • 10 ottobre 2017 in 12:08
      Permalink

      Riflessioni molto profonde, Eleonora, che condivido pienamente!
      Ti ringrazio davvero tanto per questi preziosi spunti

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